Legionella scuole: obblighi e prevenzione negli edifici scolastici
Tre mesi di rubinetti chiusi, poi tutti insieme

La Legionella nelle scuole ha un profilo che non si ritrova in nessun altro edificio pubblico: lunghe chiusure stagionali seguite da una riapertura simultanea, con centinaia di persone che tornano a usare gli stessi impianti nello stesso giorno. È il momento in cui l’acqua ferma da settimane torna a scorrere.
In sintesi
- Il rischio non è distribuito nell’anno: si concentra nelle riaperture dopo le chiusure estive e nelle pause lunghe.
- I punti critici sono docce delle palestre, spogliatoi e terminali dei bagni poco usati, non le fontanelle.
- Come luogo di lavoro la scuola ricade nel D.Lgs. 81/2008: la valutazione del rischio spetta al dirigente scolastico come datore di lavoro.
- La responsabilità sull’immobile è però divisa: Comune o Provincia per la struttura, scuola per la gestione quotidiana.
- Il protocollo di riapertura va eseguito prima del rientro, non il primo giorno di lezione.
Aggiornato ad agosto 2026 · Linee Guida legionellosi 7 maggio 2015 · D.Lgs. 81/2008
Perché la Legionella è un problema specifico delle scuole

Per il calendario. Nessun altro edificio con centinaia di utenti resta chiuso due o tre mesi consecutivi e poi riapre tutto insieme. Durante la chiusura l’acqua ristagna in tutta la rete; alla riapertura la prima erogazione da ogni terminale libera quello che si è formato nel frattempo.
Il fenomeno si ripete in scala ridotta a ogni vacanza: Natale, Pasqua, i ponti. Inoltre molti edifici scolastici sono datati, con reti idriche stratificate da decenni di ampliamenti, e conservano rami morti lasciati da bagni dismessi o aule riconvertite che restano collegati alla rete principale senza mai essere percorsi dall’acqua.
Va aggiunto un fattore stagionale: la riapertura di settembre avviene quando la temperatura dell’edificio è ancora alta, quindi l’acqua nelle tubazioni si è mantenuta a lungo nella fascia in cui il batterio prolifera. Le soglie termiche sono spiegate nella guida su a che temperatura muore la Legionella.
I punti critici di un edificio scolastico
- Docce delle palestre e degli spogliatoi, il punto in assoluto più esposto perché genera aerosol.
- Bagni delle ali poco frequentate, dove i rubinetti restano fermi per giorni anche a scuola aperta.
- Rami morti di bagni dismessi o locali riconvertiti, mai scollegati dalla rete.
- Boiler e accumuli spenti durante la chiusura e riaccesi il giorno prima del rientro.
- Impianti di trattamento aria con umidificazione, nelle scuole più recenti.
- Cucine e mense interne, con lavaggio a temperature non sempre verificate.
Chi è responsabile della Legionella a scuola
La responsabilità è divisa fra due soggetti, ed è la ragione per cui molti interventi si arenano. L’ente proprietario — Comune per gli istituti comprensivi, Provincia o Città metropolitana per le superiori — risponde della struttura e degli impianti. Il dirigente scolastico, in qualità di datore di lavoro, risponde della valutazione dei rischi e della gestione quotidiana.
In pratica questo significa che il dirigente deve valutare e segnalare, ma non può ordinare da solo una bonifica sull’impianto: la spesa e l’esecuzione competono all’ente proprietario. Di conseguenza la documentazione della segnalazione diventa decisiva, perché è ciò che distingue una responsabilità assolta da una omessa.
| Adempimento | A chi compete |
|---|---|
| Valutazione del rischio Legionella nel DVR | Dirigente scolastico come datore di lavoro |
| Manutenzione e bonifica dell’impianto idrico | Ente proprietario (Comune o Provincia) |
| Flussaggi e gestione ordinaria | Scuola, con il personale ausiliario |
| Campionamenti e analisi | Ente proprietario, su richiesta della scuola |
| Segnalazione delle criticità | Dirigente scolastico, in forma scritta |
La struttura del documento di valutazione è spiegata nella guida al DVR Legionella. Un caso reale che ha riportato l’attenzione sugli impianti idrici scolastici è raccontato nell’analisi su come si prende la Legionella, a partire dal caso della scuola in Toscana.
Gestisci un edificio scolastico o ne sei l’ente proprietario?
Mappiamo i punti critici, eseguiamo i campionamenti e consegniamo la documentazione da allegare al DVR. Interventi nei periodi di chiusura.
Il protocollo di riapertura prima del rientro
Va eseguito nei giorni che precedono il rientro, mai a scuola aperta. La regola che cambia tutto è che il flussaggio non deve generare aerosol: aprire le docce della palestra e uscire dal locale è esattamente il gesto che diffonde le microgocce contaminate nell’ambiente.
- Riaccendere i boiler portandoli a 60 gradi almeno tre giorni prima del rientro, non la sera precedente.
- Smontare i terminali: soffioni delle docce, rompigetto dei lavabi, flessibili.
- Flussare a tubo nudo ogni punto, prima freddo poi caldo, per almeno dieci minuti, con i locali areati e senza personale presente.
- Disinfettare i terminali smontati per immersione prima di rimontarli.
- Percorrere tutta la rete, comprese le ali poco usate, i bagni dei laboratori e le cucine.
- Annotare l’intervento con data, punti trattati e temperature rilevate.
Il protocollo completo per gli immobili rimasti chiusi a lungo è descritto nella guida su cosa fare alla riapertura dopo una lunga chiusura. Per gli spogliatoi e le palestre vale quanto illustrato per gli impianti sportivi.
Legionella scuole: la gestione durante l’anno
Il protocollo di riapertura copre il momento più critico, ma non basta da solo. Durante l’anno servono poche abitudini, affidabili perché semplici.
- Flussaggio settimanale dei bagni nelle ali meno frequentate, affidato al personale ausiliario.
- Controllo delle temperature: acqua calda oltre i 50 gradi ai terminali delle docce.
- Flussaggio dopo ogni pausa superiore alla settimana, comprese le vacanze natalizie e pasquali.
- Eliminazione dei rami morti quando si ristruttura, invece di lasciarli collegati.
- Registro degli interventi con date e punti trattati, anche in forma semplice.
Quando serve una bonifica. Il flussaggio non risolve se i campionamenti restituiscono valori sopra le soglie, se l’impianto non è mai stato bonificato o se c’è stata una segnalazione sanitaria. In quei casi il problema è il biofilm depositato nelle tubazioni, che nessun flussaggio rimuove.
La bonifica ad ozono si adatta bene agli edifici scolastici perché agisce sul biofilm e non lascia residui chimici, quindi la scuola torna utilizzabile in tempi brevi e senza spurghi prolungati. Il funzionamento è descritto nella bonifica ad ozono, il confronto fra tecnologie in come eliminare la Legionella dall’acqua, e la logica dei preventivi nei costi della bonifica. Il quadro generale resta nella guida completa alla Legionella, con i dati di sorveglianza pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità.
Domande frequenti su Legionella e scuole
Rischio per studenti e personale
I bambini possono ammalarsi di legionellosi a scuola?
Il rischio esiste ma è basso: la legionellosi colpisce soprattutto adulti con fattori predisponenti, e i bambini sani sviluppano raramente la forma polmonare. L’esposizione in ambito scolastico riguarda comunque anche il personale, che è adulto e in alcuni casi fragile.
Bere alle fontanelle è pericoloso?
No. La Legionella non si trasmette bevendo né ingerendo acqua accidentalmente: il contagio avviene solo per inalazione di aerosol. Le fontanelle non sono il punto critico, le docce delle palestre sì.
Il personale scolastico è più esposto degli studenti?
Sì, per durata dell’esposizione. Collaboratori scolastici, addetti alle pulizie e insegnanti di educazione fisica frequentano quotidianamente gli ambienti a rischio e rientrano nella tutela del D.Lgs. 81/2008 come rischio biologico professionale.
Obblighi e competenze
La scuola deve fare le analisi della Legionella?
La valutazione del rischio è obbligatoria in quanto luogo di lavoro; è questa a stabilire se e con quale frequenza servono i campionamenti. L’esecuzione e il costo competono però all’ente proprietario dell’immobile, non al bilancio della scuola.
Chi paga la bonifica in una scuola?
L’ente proprietario dell’edificio: il Comune per nidi, primarie e secondarie di primo grado, la Provincia o Città metropolitana per le superiori. Il dirigente scolastico ha il dovere di segnalare formalmente la criticità.
Serve un registro di autocontrollo anche a scuola?
Non è previsto un registro nella forma richiesta alle strutture ricettive o sanitarie, ma annotare flussaggi, temperature e interventi è ciò che permette di dimostrare le misure adottate. È la prova documentale che distingue una gestione diligente da una omessa.
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