Polvere
Il filtro trattiene la parte più grossolana. La polvere fine si deposita su alette, ventola e pareti interne, e lì resta finché qualcuno non smonta l’unità.
Un intervento su ventilconvettori, split e griglie di aerazione: smontaggio, pulizia e sanificazione virucida, battericida e fungicida, documentati con report fotografico prima/dopo e attestazione.
PrimaDopo
Caso studio · Struttura sanitaria · Castelfranco Veneto (TV)
Al Centro Diagnostico Castellano di Castelfranco Veneto abbiamo smontato, pulito e sanificato ventilconvettori, split e griglie di aerazione. Le fotografie scattate prima e dopo l’intervento mostrano cosa si accumula dove nessuno guarda, e cosa cambia quando lo si rimuove.
In breve
La sanificazione dei ventilconvettori (fan coil) è l’intervento che rimuove polvere, depositi e contaminazioni dai componenti interni dell’unità, cioè pannelli, mantello, filtri, batteria di scambio e vaschetta della condensa, e li tratta con prodotti sanificanti.
Si esegue a unità smontata: la sola pulizia dei filtri non raggiunge le superfici su cui i depositi si formano.
Il contesto
In un centro diagnostico pazienti e operatori condividono gli stessi ambienti per tutta la giornata. A climatizzarli sono terminali distribuiti nei locali: ventilconvettori a soffitto e split a parete, ciascuno con il proprio filtro, la propria batteria di scambio e, quando lavora in raffrescamento, la propria vaschetta di raccolta della condensa.
Sono componenti che si vedono poco e si controllano ancora meno. L’intervento AirBio ha riguardato proprio questi terminali: non una semplice pulizia dei filtri, ma lo smontaggio delle unità per raggiungere le superfici interne.
Hai ventilconvettori o split in una struttura frequentata ogni giorno?
Perché intervenire
Un ventilconvettore aspira l’aria della stanza, la filtra, la fa passare sulla batteria di scambio e la rimette in circolo. È un ciclo continuo, e ogni passaggio lascia qualcosa.
Il filtro trattiene la parte più grossolana. La polvere fine si deposita su alette, ventola e pareti interne, e lì resta finché qualcuno non smonta l’unità.
In raffrescamento la batteria produce condensa. Vaschette e superfici umide, insieme alla polvere, creano condizioni favorevoli alla crescita di muffe e batteri.
Ciò che si accumula all’interno è attraversato dal flusso d’aria a ogni ciclo, nello stesso locale in cui si trovano le persone.
Non è un timore teorico. Uno studio italiano su fan coil di laboratori ospedalieri, pubblicato su Annals of Clinical Microbiology and Antimicrobials (2010), indica gli impianti di condizionamento come una fonte importante di inquinanti microbici dell’aria indoor e ha misurato una riduzione della carica microbica nell’aria dopo la pulizia delle unità.
In Italia la procedura operativa sull’igiene degli impianti di trattamento aria, approvata con l’Accordo Stato-Regioni del 7 febbraio 2013, inquadra l’igiene degli impianti nella valutazione dei rischi e nella manutenzione programmata.
Dentro i terminali
Le fotografie fanno parte del report consegnato alla struttura a fine intervento e mostrano lo stato dei componenti al momento dello smontaggio.
Sul lato interno dei pannelli, macchie scure, aloni e incrostazioni diffuse: il segno di superfici rimaste a lungo a contatto con aria umida e polvere.
Nella parte bassa dell’unità, dove si raccoglie la condensa, si erano formati depositi visibili lungo il fondo.
Negli split a parete la batteria di scambio presentava uno strato compatto di polvere tra le alette, con macchie scure sulle superfici sottostanti.
Il metodo
Pannelli, mantelli, filtri e griglie vengono rimossi per accedere alle superfici interne di ogni terminale.
Rimozione di polvere e depositi da pannelli, filtri, batterie di scambio, vaschette della condensa e griglie di aerazione.
Trattamento delle superfici ad azione virucida, battericida e fungicida, come riportato nell’attestazione rilasciata alla struttura.
Rimontaggio dei componenti, report fotografico prima/dopo e attestazione di avvenuta sanificazione.
Se l’impianto comprende anche canalizzazioni o unità di trattamento aria, la valutazione parte da una videoispezione delle condotte, per capire fin dove arrivano i depositi.
Vuoi lo stesso metodo, con report prima/dopo, per il tuo impianto?
Il prima e dopo
La superficie interna del pannello, prima con macchie e incrostazioni, dopo la pulizia e la sanificazione.
Prima
DopoIl mantello smontato con residui, aloni e filtri impolverati, e lo stesso componente a fine lavori.
Prima
DopoLe alette della batteria di scambio, prima coperte da uno strato di polvere, dopo la pulizia.
Prima
DopoRisultati
Al termine dei lavori la struttura ha ricevuto due documenti.
Riporta la struttura, le date dell’intervento (20–22 gennaio 2021) e le attività svolte: smontaggio, pulizia e sanificazione di ventilconvettori, split e griglie di aerazione.
Documenta lo stato dei componenti prima e dopo l’intervento, per ciascuna tipologia di terminale trattato.
Il risultato di questo intervento è documentato con il confronto fotografico. Quando serve un riscontro misurabile, per esempio in vista di un audit, l’intervento può essere completato con campionamenti microbiologici prima e dopo la sanificazione, come nel caso studio del Centro IMED di Bassano del Grappa.
Applicazioni
Ventilconvettori e split sono presenti in molti edifici frequentati ogni giorno da persone. Sono le strutture in cui una verifica periodica dei terminali dà più valore:
Domande frequenti
Dipende dall’uso, dal tipo di ambiente e dalle indicazioni del costruttore. Le strutture con presenza continuativa di persone, come quelle sanitarie, inseriscono la pulizia dei terminali nella manutenzione programmata. Il sopralluogo serve anche a definire una frequenza adatta al singolo impianto.
No. Il filtro è solo uno dei componenti. Come mostrano le foto di questo intervento, i depositi si formano anche su pannelli, mantello, batteria di scambio e vaschetta della condensa, che si raggiungono solo smontando l’unità.
Un report fotografico prima/dopo e un’attestazione di avvenuta sanificazione con data e attività svolte, come nel caso del Centro Diagnostico Castellano. Su richiesta l’intervento può essere completato con campionamenti microbiologici.
No. Ventilconvettori e split sono terminali; le condotte e le unità di trattamento aria sono parti diverse dell’impianto e richiedono un intervento dedicato. Se l’edificio ha anche canalizzazioni, si valuta una bonifica degli impianti aeraulici.
Tempi e modalità si concordano con la struttura in fase di sopralluogo, in modo da organizzare il lavoro per aree e ridurre l’impatto sulle attività.
Il preventivo dipende dal numero e dal tipo di terminali, dalla loro accessibilità e dalla presenza di altre parti dell’impianto da trattare. Per una prima valutazione è utile indicare quante unità ci sono, di che tipo sono e allegare qualche foto.
Intervento documentato AirBio
AirBio interviene in tutta Italia su ventilconvettori, split, unità di trattamento aria e condotte, con report fotografico prima/dopo a fine lavori.
Indica quanti terminali ci sono e di che tipo e, se puoi, allega qualche foto: un tecnico AirBio ti ricontatta entro un giorno lavorativo per valutare l’intervento, senza impegno.
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