Legionella studio odontoiatrico: il rischio nel riunito che nessuno controlla
Legionella nello studio odontoiatrico: un rischio reale, non teorico
La Legionella nello studio odontoiatrico è un rischio che riguarda un punto preciso: le linee idriche del riunito, i tubicini sottili che alimentano turbina, micromotore e siringa aria-acqua. È un circuito che quasi nessuno controlla, mentre genera aerosol a pochi centimetri dal volto del paziente a ogni seduta.
In sintesi
- Nel 2011 a Forlì è stato documentato il primo caso di legionellosi da aerosol nebulizzato dalla turbina di un riunito odontoiatrico, con esito mortale.
- Le linee idriche del riunito hanno diametro ridotto: 1-2 mm, condizione ideale per la formazione di biofilm.
- In un caso documentato la linea della turbina è risultata contaminata a 6,2×10⁴ UFC/L, contro 1,5×10³ UFC/L dell’acqua di rete.
- La ricerca di Legionella è raccomandata almeno una volta l’anno e ad ogni caso sospetto fra staff o pazienti.
Aggiornato ad agosto 2026 · Linee Guida Ministero della Salute 2015 · D.Lgs. 81/2008 Titolo X
Legionella studio odontoiatrico: perché il riunito è un ambiente a rischio?

Il riunito odontoiatrico eroga acqua attraverso circuiti interni molto sottili, spesso lunghi diversi metri, che restano pieni d’acqua stagnante nelle pause fra un paziente e l’altro e durante la notte.
Inoltre la temperatura dell’ambulatorio, generalmente fra 20 e 25°C, e i lunghi periodi di inattività dell’impianto (weekend, ferie, chiusure serali) ricreano le stesse condizioni che favoriscono la Legionella in qualsiasi impianto idrico fermo.
A differenza di un impianto idrico tradizionale, però, qui il problema è amplificato da due fattori specifici: il diametro ridotto dei tubicini (1-2 mm), che favorisce la formazione di biofilm già nei primi millimetri di parete, e la nebulizzazione diretta dell’acqua a pochi centimetri dalle vie respiratorie del paziente, tramite turbina, micromotore e siringa aria-acqua.
Il caso di Forlì: cosa insegna davvero
Nel 2011 è stato documentato il primo e finora unico caso di legionellosi con trasmissione accertata tramite l’aerosol nebulizzato dalla turbina di un riunito odontoiatrico. Il paziente, che presentava fattori di rischio predisponenti, non è sopravvissuto.
Il dato di laboratorio
Nelle indagini ambientali collegate al caso, la linea idrica della turbina è risultata contaminata a 6,2×10⁴ UFC/L di Legionella pneumophila sierogruppo 1, contro un valore di 1,5×10³ UFC/L nell’acqua di rete che alimentava lo studio. Un fattore di concentrazione di oltre 40 volte, generato interamente all’interno del riunito.
Il caso resta isolato nella letteratura italiana, ma proprio per questo è istruttivo: dimostra che il rischio non è teorico, e che la contaminazione può concentrarsi enormemente dentro un dispositivo che appare pulito in superficie. Da allora la comunità odontoiatrica ha iniziato a considerare il riunito un impianto a tutti gli effetti, non solo uno strumento clinico.
Il tuo studio non ha mai testato le linee idriche del riunito? È il punto cieco più comune nei controlli.
Quali sono gli obblighi per lo studio odontoiatrico?
Non esiste una norma dedicata esclusivamente ai riuniti, ma il quadro generale si applica comunque a pieno titolo.
| Riferimento | Cosa comporta per lo studio |
|---|---|
| Linee Guida Ministero della Salute, 2015 | Valutazione del rischio e misure di controllo per tutti gli impianti che nebulizzano acqua, riunito incluso |
| D.Lgs. 81/2008, Titolo X | Rischio biologico da valutare nel DVR, con misure e DPI per il personale (mascherine FFP2/FFP3 durante le procedure aerosol-generanti) |
| Direttive del produttore del riunito | Protocolli di disinfezione e flussaggio specifici per marca e modello, spesso sottoutilizzati |
In pratica lo studio odontoiatrico rientra nel campo di applicazione delle Linee Guida ISS come qualunque altro impianto che genera aerosol da acqua, indipendentemente dalle dimensioni. Il titolare ha quindi l’obbligo di includere questo rischio nel DVR Legionella.
Perché gli studi odontoiatrici si affidano ad AirBio?
Analisi mirate sulle linee idriche del riunito, con referti di laboratorio e protocolli di disinfezione documentati.
Come si campiona e ogni quanto va fatto?

A differenza di un impianto idrico tradizionale, il campionamento del riunito richiede punti di prelievo multipli, perché ogni modulo ha un proprio circuito interno e può contaminarsi in modo indipendente dagli altri.
Di conseguenza un unico prelievo sull’acqua di alimentazione non basta a escludere il rischio.
- Modulo turbina. Prelievo dall’uscita dello spray della turbina ad alta velocità.
- Modulo micromotore. Prelievo dall’uscita dello spray del micromotore.
- Siringa aria-acqua. Prelievo dal getto d’acqua della siringa a tre vie.
- Modulo ablatore. Prelievo dall’irrigazione dell’ablatore ad ultrasuoni.
- Acqua di alimentazione. Prelievo di riferimento a monte del riunito, per distinguere la contaminazione di rete da quella generata internamente.
- Invio in laboratorio. Analisi secondo metodo ISO 11731, con esito in UFC/L per ciascun punto.
La frequenza raccomandata è di almeno una volta l’anno, con ricampionamento immediato in caso di sintomi respiratori riferiti da un membro dello staff o da un paziente nei giorni successivi a un trattamento. Per l’interpretazione dei valori si può fare riferimento agli stessi criteri descritti nella guida analisi Legionella: costi e valori.
Legionella studio odontoiatrico: come si previene la contaminazione?
La buona notizia è che il rischio del riunito si gestisce con procedure semplici, spesso già previste dal produttore ma raramente rispettate fino in fondo.
- Flussaggio ad inizio giornata: far scorrere l’acqua da ogni manipolo per 2-3 minuti prima del primo paziente.
- Flussaggio fra un paziente e l’altro: 20-30 secondi per ogni strumento, per eliminare l’acqua stagnante nel tratto terminale.
- Disinfezione periodica del circuito con i prodotti indicati dal produttore, non con soluzioni generiche.
- Serbatoi d’acqua autonoma, dove presenti, svuotati e disinfettati regolarmente: restare a secco durante la notte riduce drasticamente il tempo di stagnazione.
- Sostituzione periodica dei tubicini più datati, dove il biofilm consolidato non si rimuove più con la sola disinfezione chimica.
Un errore comune
Molti studi disinfettano solo le superfici esterne del riunito (poggiatesta, bracciolo, unit) e trascurano il circuito idrico interno, invisibile e quindi percepito come “già pulito”. È esattamente il punto che le analisi periodiche servono a verificare.
Vuoi sapere se le linee del tuo riunito sono a rischio? Un’analisi mirata dà una risposta in pochi giorni.
Domande frequenti sulla Legionella nello studio odontoiatrico
Rischio e responsabilità
Quanto è diffuso il rischio Legionella nei riuniti odontoiatrici?
La contaminazione delle linee idriche del riunito è un fenomeno documentato e non raro, favorito dal diametro ridotto dei tubicini e dai lunghi periodi di stagnazione. Il caso clinico di trasmissione accertata resta però isolato (Forlì, 2011).
Chi è responsabile della sicurezza idrica del riunito?
Il titolare dello studio, in quanto datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Il rischio va incluso nel DVR insieme alle altre misure di prevenzione, indipendentemente dalle dimensioni dello studio.
Un solo riunito richiede lo stesso controllo di un impianto idrico più grande?
Sì, in proporzione. Il volume d’acqua è minore, ma la vicinanza dell’aerosol al paziente e la frequenza d’uso quotidiana rendono il controllo altrettanto importante che in un impianto di dimensioni maggiori.
Legionella studio odontoiatrico: analisi e prevenzione
Ogni quanto vanno analizzate le linee idriche del riunito?
Almeno una volta l’anno come prassi consolidata, con ricampionamento immediato in caso di sintomi sospetti riferiti da staff o pazienti nei giorni successivi a un trattamento.
Il flussaggio quotidiano basta a eliminare il rischio?
Riduce la stagnazione ma non elimina il biofilm già formato sulle pareti dei tubicini. Va sempre associato a disinfezione periodica del circuito con i prodotti indicati dal produttore e, quando necessario, alla sostituzione dei tubicini.
Come si distingue una contaminazione di rete da una generata dal riunito?
Confrontando il valore UFC/L rilevato sull’acqua di alimentazione a monte del riunito con quello dei singoli moduli interni (turbina, micromotore, siringa, ablatore): se il valore interno è molto più alto, la contaminazione si genera nel circuito del riunito.
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