Registro di Autocontrollo Legionella: Cosa Contiene e Come si Compila
Registro di autocontrollo Legionella: contenuti obbligatori, chi lo compila, ogni quanto si aggiorna e cosa verifica la ASL.
Registro autocontrollo Legionella: cosa contiene, chi lo firma, cosa verifica la ASL
Il documento che dimostra quello che hai fatto
Il registro di autocontrollo Legionella è il quaderno di bordo dell’impianto: raccoglie temperature, campionamenti, disinfezioni e manutenzioni con data, valore e firma. Senza di esso, in caso di contestazione, tutto ciò che è stato fatto sull’impianto semplicemente non risulta.
In sintesi
- Il registro non sostituisce la valutazione del rischio: la attua. Il DVR dice cosa fare, il registro dimostra che è stato fatto.
- Va tenuto presso la struttura e reso disponibile immediatamente al controllo di ASL o organi di vigilanza.
- Le annotazioni vanno fatte nel momento dell’intervento: un registro compilato a posteriori è il primo indizio che fa approfondire la verifica.
- Deve conservare almeno gli ultimi cinque anni di dati, referti di laboratorio inclusi.
- Ogni valore fuori soglia deve avere accanto l’azione correttiva e la verifica del suo esito.
Aggiornato ad agosto 2026 · Linee guida Conferenza Stato-Regioni 7 maggio 2015 · D.Lgs. 81/2008 · D.Lgs. 18/2023
Che cos’è il registro di autocontrollo Legionella e perché è obbligatorio

Le Linee guida nazionali del 2015 chiedono a ogni gestore di strutture a rischio di predisporre un piano di controllo e di documentarne l’applicazione. Il registro di autocontrollo Legionella è lo strumento con cui questa documentazione prende forma concreta.
L’obbligo nasce inoltre dal D.Lgs. 81/2008: la Legionella è un agente biologico di gruppo 2 e il datore di lavoro deve valutarne il rischio e adottare misure di prevenzione. Le misure adottate devono essere tracciabili, altrimenti non sono verificabili.
La differenza fra i due documenti è netta. La valutazione del rischio Legionella definisce punti critici, soglie e frequenze; il registro raccoglie giorno per giorno le prove che quelle frequenze sono state rispettate. Il primo è statico, il secondo vive.
Cosa deve contenere il registro: le otto sezioni essenziali
Non esiste un modello ministeriale unico e vincolante, ma esiste un contenuto minimo che ogni organo di vigilanza si aspetta di trovare. Di seguito le otto sezioni che usiamo nei registri che consegniamo ai nostri clienti.
| Sezione | Cosa contiene | Perché serve |
|---|---|---|
| 1. Anagrafica della struttura | Ragione sociale, indirizzo, destinazione d’uso, referente | Identifica in modo univoco l’impianto a cui il registro si riferisce |
| 2. Schema dell’impianto | Planimetria idrica, punti di prelievo numerati, serbatoi, ricircoli | Permette di collegare ogni dato al punto fisico corrispondente |
| 3. Piano di controllo | Elenco dei controlli previsti con la relativa frequenza | È il riferimento rispetto al quale si misura la conformità |
| 4. Registrazione delle temperature | Data, punto, valore, operatore | È la sezione più consultata durante le ispezioni |
| 5. Campionamenti e referti | Verbale di prelievo, laboratorio, UFC/L, referto allegato | Documenta lo stato microbiologico reale nel tempo |
| 6. Interventi di manutenzione | Pulizie, disincrostazioni, sostituzioni, flussaggi | Dimostra la manutenzione ordinaria dell’impianto |
| 7. Disinfezioni e bonifiche | Metodo, concentrazione, tempo di contatto, ditta esecutrice | Prova l’esecuzione degli interventi straordinari |
| 8. Non conformità e azioni correttive | Anomalia, decisione presa, esito della verifica successiva | È la sezione che distingue un registro vero da un registro di facciata |
L’ottava sezione è quella che quasi nessuno compila e che invece pesa di più. Un valore di 3.000 UFC/L annotato e seguito da una bonifica documentata racconta una gestione attenta; lo stesso valore annotato e lasciato lì racconta l’opposto.
Non hai un registro o non sai se il tuo è completo? Lo verifichiamo insieme e te ne consegniamo uno già impostato sul tuo impianto.
Chi compila il registro autocontrollo Legionella e chi lo firma
La responsabilità del registro segue la responsabilità dell’impianto, non quella di chi materialmente scrive. È una distinzione che conviene chiarire subito, perché è all’origine di gran parte delle contestazioni.
- Il datore di lavoro o il gestore è il titolare dell’obbligo: risponde dell’esistenza, della completezza e della veridicità del registro anche quando delega le attività a terzi.
- Il responsabile tecnico o il manutentore interno compila le registrazioni ordinarie: temperature, flussaggi, controlli visivi, piccole manutenzioni.
- La ditta esterna annota gli interventi che esegue, allegando rapporto di lavoro, prodotti utilizzati e referti analitici.
- Il laboratorio fornisce verbale di prelievo e rapporto di prova, che vanno allegati in originale o in copia conforme.
Ogni riga deve riportare nome e firma di chi ha eseguito l’operazione. Una registrazione anonima ha un valore probatorio quasi nullo: in caso di indagine epidemiologica occorre poter risalire alla persona che ha effettuato la misura.
Delega non significa scarico di responsabilità
Affidare la manutenzione a una ditta esterna trasferisce l’attività, non l’obbligo. Il gestore resta tenuto a verificare che il registro sia aggiornato e che le anomalie segnalate abbiano avuto una risposta. Nelle strutture ricettive questo controllo va calendarizzato, esattamente come descritto nella guida su Legionella negli hotel.
Ogni quanto si aggiorna il registro di autocontrollo Legionella

La frequenza non è uguale per tutti: dipende dalla destinazione d’uso, dalla presenza di soggetti fragili e dai risultati storici. Le cadenze che seguono sono quelle che adottiamo come base e che poi tariamo sulla singola struttura.
Il criterio è semplice: più il dato è economico da raccogliere, più spesso va raccolto. Misurare una temperatura costa pochi minuti, quindi si fa ogni mese; un campionamento accreditato costa di più e si concentra nei momenti in cui è davvero informativo.
| Registrazione | Frequenza tipica | Frequenza nelle strutture a rischio |
|---|---|---|
| Temperature di accumulo, mandata e ricircolo | Mensile | Settimanale o in continuo con datalogger |
| Temperature ai punti periferici | Trimestrale | Mensile |
| Flussaggio dei punti poco utilizzati | Settimanale | Bisettimanale |
| Controllo visivo di serbatoi e filtri | Semestrale | Trimestrale |
| Campionamento microbiologico | Annuale | Semestrale o quadrimestrale |
| Pulizia e disinfezione programmata | Annuale | Semestrale |
| Riesame del piano di controllo | Annuale | Annuale e dopo ogni non conformità |
Le soglie che fanno scattare l’azione correttiva vanno scritte nel registro accanto alla frequenza, così chi compila sa immediatamente quando deve allertare il gestore. Per orientarti sui valori e sul loro significato puoi consultare la scheda su analisi Legionella, valori e costi e quella su come si esegue il campionamento.
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Cosa guarda la ASL quando chiede il registro
Nei controlli a cui abbiamo assistito la verifica del registro di autocontrollo Legionella segue quasi sempre lo stesso ordine, e si conclude in pochi minuti quando il registro è tenuto bene. Ecco cosa viene chiesto, nell’ordine in cui viene chiesto.
- Esistenza e reperibilità. Il registro deve essere in struttura e consegnabile subito. Un registro custodito solo negli uffici della ditta manutentrice viene considerato non disponibile.
- Coerenza con la valutazione del rischio. Si confronta il piano di controllo dichiarato nel DVR con le registrazioni effettive: le frequenze devono corrispondere.
- Continuità delle registrazioni. Si cercano i buchi. Tre mesi senza temperature dopo un anno regolare sono più sospetti di un registro incompleto ma costante.
- Gestione delle non conformità. Si prende un valore fuori soglia e si segue tutta la catena: chi è stato avvisato, cosa si è deciso, quando si è verificato l’esito.
- Allegati analitici. Si verifica che i rapporti di prova siano presenti in originale, con il verbale di prelievo firmato.
- Confronto con l’impianto reale. Si esce dall’ufficio e si misura una temperatura a campione: se non corrisponde a quanto registrato, l’intero documento perde credibilità.
I quattro errori più frequenti nel registro di autocontrollo Legionella
Compilazione a posteriori
Sei mesi di letture scritte lo stesso giorno, con la stessa penna e valori troppo regolari. È l’errore più facile da riconoscere e il più dannoso.
Valori sempre identici
Un accumulo che segna 60 gradi esatti per ventiquattro mesi consecutivi non è rassicurante: è poco credibile. Le misure reali oscillano.
Anomalie senza seguito
Un referto positivo archiviato senza alcuna azione correttiva documentata trasforma il registro in una prova a carico del gestore.
Punti di prelievo non tracciabili
Diciture come bagno primo piano senza numerazione impediscono di confrontare i risultati nel tempo e di isolare la sorgente.
Registro di autocontrollo Legionella: cartaceo o digitale?
Entrambe le forme di registro di autocontrollo Legionella sono ammesse, purché il contenuto sia completo e le registrazioni siano attribuibili a una persona identificabile. La scelta dipende dalle dimensioni della struttura più che dalla normativa.
Il registro cartaceo resta la soluzione più semplice per impianti piccoli: costa nulla, non richiede formazione e in caso di ispezione si consegna materialmente. Lo svantaggio è che si perde, si bagna e non consente di leggere un andamento nel tempo.
Il registro digitale conviene quando i punti di prelievo superano la decina o quando le sedi sono più di una. Consente grafici di andamento, avvisi automatici alla scadenza dei controlli e allegati sempre reperibili. Deve però garantire la tracciabilità delle modifiche: un foglio di calcolo modificabile da chiunque, senza storico delle revisioni, offre meno garanzie di un quaderno firmato a penna.
Quanto va conservato
La prassi consolidata è di conservare almeno cinque anni di registrazioni, referti compresi. Nelle strutture sanitarie e nelle RSA conviene estendere la conservazione a dieci anni, perché in caso di indagine epidemiologica la ricostruzione storica può risalire molto indietro. Il tema è approfondito nella guida su Legionella nelle RSA e nelle case di riposo.
Domande frequenti sul registro di autocontrollo Legionella
Obbligo, forma e conservazione
Il registro di autocontrollo Legionella è obbligatorio per legge?
Sì per tutte le strutture a rischio. L’obbligo deriva dal D.Lgs. 81/2008, che impone la valutazione e la gestione documentata del rischio biologico, e dalle Linee guida nazionali del 2015, che chiedono di documentare l’applicazione del piano di controllo. Diverse Regioni lo richiamano poi esplicitamente nei propri regolamenti.
Esiste un modello ufficiale da scaricare?
Non esiste un modello nazionale unico. Alcune Regioni pubblicano schemi di riferimento, ma il contenuto minimo è sostanzialmente sempre lo stesso: anagrafica, schema impianto, piano di controllo, temperature, campionamenti, manutenzioni, disinfezioni e azioni correttive.
Per quanti anni va conservato?
Almeno cinque anni, referti di laboratorio inclusi. Nelle strutture sanitarie e nelle residenze per anziani è consigliabile arrivare a dieci anni.
Chi lo tiene e cosa rischia chi non lo ha
Il registro serve anche in condominio?
Sì quando l’impianto idrico è centralizzato. In quel caso l’amministratore gestisce le parti comuni e deve poter dimostrare i controlli effettuati su accumuli, ricircoli e colonne montanti. Gli aspetti pratici sono descritti nella guida su Legionella in condominio.
Cosa si rischia se il registro non c’è o non è aggiornato?
Sul piano amministrativo si va incontro alle sanzioni previste per la mancata attuazione delle misure di prevenzione del rischio biologico. Il rischio maggiore però emerge in caso di caso clinico accertato: senza registro il gestore non può dimostrare di aver adottato le misure previste, e la posizione diventa difficilmente difendibile.
Posso tenere il registro insieme al DVR?
Puoi tenerli nello stesso raccoglitore, ma restano due documenti distinti con funzioni diverse. Il DVR analizza e stabilisce, il registro esegue e dimostra. Confonderli è l’errore che porta a presentare al controllo una valutazione del rischio senza alcuna registrazione a supporto.
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Le indicazioni nazionali di riferimento e i rapporti annuali sulla legionellosi sono pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità.
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